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Pagina 1 di 1 - RISULTATI 6 per meconio
meconio meconio
Richiesta di prove crociate per la donna in sala parto.                                                                 Richiesta di prove crociate per la donna in sala parto.
ASSISTENZA PEDIATRICA IN SALA PARTO                                                                       ASSISTENZA PEDIATRICA IN SALA PARTO
ASSISTENZA AL NEONATO                                                                                                                                             ASSISTENZA AL NEONATO
CONTROLLO DEL BENESSERE FETALE INTRA-PARTUM                                                                                                                                             CONTROLLO DEL BENESSERE FETALE INTRA-PARTUM
ROTTURA DELLE MEMBRANE PREMATURA DOPO LE 34+0 SETTIMANE DI GESTAZIONE                                                                                                                                             ROTTURA DELLE MEMBRANE PREMATURA DOPO LE 34+0 SETTIMANE DI GESTAZIONE
 
 
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RISULTATI
 
meconio meconio
Sostanza che si accumula nell'intestino del feto e viene espulsa 24 ore dopo la nascita # ' title=' '> # ' title=' '>
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Richiesta di prove crociate per la donna in sala parto.                                                                 Richiesta di prove crociate per la donna in sala parto.
1. Taglio cesareo elettivo; 2. Parto di prova dopo taglio cesareo; 3. Gravidanza multipla; 4. Pre-eclampsia severa; 5. Decelerazioni persistenti al CTG; 6. Liquido tinto di meconio (grado 3); 7. Presentazione podalica; 8. Hb < 9; 9. Qualsiasi donna in travaglio con la possibilità di espletare un taglio cesareo; 10. Multipara;
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ASSISTENZA PEDIATRICA IN SALA PARTO                                                                       ASSISTENZA PEDIATRICA IN SALA PARTO
Poter predire quale neonato avrà necessità di assistenza pediatrica in sala parto è notoriamente difficile. E' comunque essenziale che il pediatra sia presente a qualsiasi parto strumentale (ventosa, forcipe), ai parti plurimi, e a parti in cui vi sia un CTG non rassicurante. CHIAMATA DEL PEDIATRA:
Sono le condizioni del bambino e non il metodo di espletamento del parto che dovrebbero determinare se il pediatra deve essere presente. La presenza di liquido amniotico tinto di meconio, in assenza di segni cardiotocografici di distress fetale, non richiede necessariamente la presenza del pediatra al momento del parto.
Sarebbe opportuno richiedere sempre la presenza del pediatra nelle seguenti situazioni:
- PARTO PRE-TERMINE - PRIMA DELLE 34 + 0 SETTIMANE DI GESTAZIONE
- GRAVIDANZE MULTIPLE
- COMPROMISSIONE FETALE
- PARTO PODALICO VAGINALE

Questa lista costituisce esclusivamente linee guida. Il medico/ostetrica che assiste il travaglio ed il parto ha ovviamente la facoltà di richiedere la presenza del pediatra in sala parto in qualsiasi circostanza lo ritenga necessario. COINVOLGIMENTO DEL PEDIATRA
L'ottimo management di alcuni parti dipende dalla presenza di più pediatri esperti in grado di fornire l'opportuna assistenza immediatamente dopo il parto. I pediatri devono quindi essere informati in determinati casi e dovrebbero possibilmente essere coinvolti in determinate scelte di induzione di travaglio. Questi casi più comunemente sono:
- PARTO PRE-TERMINE – 24-34 SETTIMANE DI GESTAZIONE
- GRAVIDANZE MULTIPLE
- SOSPETTO DI ANOMALIE FETALI
- MADRI CON GRAVIDANZE COMPLICATE.
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ASSISTENZA AL NEONATO                                                                                                                                             ASSISTENZA AL NEONATO
La aspirazione oro-faringea e delle vie aeree superiori sistematica di tutti i neonati non sembra avere vantaggi rispetto alla semplice detersione, mentre ha insiti pericoli non trascurabili di reazioni vagali abnormi. L'aspirazione andrebbe quindi riservata ai casi con sospetto di inalazione ed eseguita con delicatezza e cautela. Si esegue la somministrazione sistematica di vitamina K come profilassi della sindrome emorragica del neonato e la profilassi oculare per prevenire l'oftalmia gonococcica. La profilassi va effettuata entro un'ora dalla nascita, non necessariamente subito dopo il parto. Una volta effettuata l'applicazione della soluzione non devono essere seguiti lavaggi oculari. Il riconoscimento dei neonati è garantito da un braccialetto che viene messo immediatamente dopo il parto, e tolto soltanto al momento della dimissione. La stabilizzazione dell'equilibrio termico, metabolico e delle funzioni respiratorie e cardiocircolatorie si completa nelle prime ore di vita. Oltre ai parametri di vitalità (colorito, ritmo, respirazione, temperatura, comportamento), l'attaccamento al seno e la suzione sono indicatori di benessere e di adattamento. E' opportuno, nelle prime ore di vita, controllare periodicamente l'adattamento del neonato, registrare la prima minzione e l'avvenuta emissione di meconio. E' essenziale che si instauri un rapporto regolare tra i Pediatri e gli Ostetrici per la tempestiva comunicazione dei dati anamnestici rilevanti, così da consentire un corretto inquadramento clinico del neonato. Eventuali informazioni possono essere ottenute dalla madre una volta che sia stata trasferita in puerperio, o dal padre. Il rinvio del contatto con la madre è opportuno per garantirle tranquillità e riservatezza durante il travaglio, il parto e l'immediato post-partum (anche in considerazione della sua maggiore disponibilità ad un colloquio più ampio a distanza di alcune ore dal parto, e con il vantaggio di poter rassicurarla sulle condizioni del neonato dopo aver svolto un accurato esame clinico). Le variabili cliniche di interscambio ritenute indispensabili anche al fine della valutazione dell'attività Ostetrico-Neonatologica, devono essere concordate nelle singole realtà. Tali informazioni devono essere trasmesse in forma scritta (es. mediante apposite schede). Assistenza ai neonati con meconio nel liquido amniotico (gradi 2 e 3). La presenza di meconio spesso nel liquido amniotico (grado 2 o 3) pone il neonato a rischio per una sindrome da aspirazione di meconio. Il meconio passa lentamente dalle vie respiratorie superiori a quelle inferiori, e questo spiega la frequente progressione della severità dei sintomi respiratori, che possono raggiungere il quadro di una grave polmonite. Per prevenire la aspirazione di meconio è consigliabile che, in tutti i casi con evidenza di liquido tinto, e anche nei casi nei quali alla rottura delle membrane non si osservi la fuoriuscita di liquido, si provveda ad una aspirazione dell'orofaringe prima del primo atto respiratorio. Il metodo più efficace consiste nella aspirazione non appena espulsa la testa e prima del disimpegno delle spalle. Il neonato dovrebbe quindi essere rapidamente affidato alle cure del neonatologo e/o anestesista. Se il neonato è depresso e presenta meconio al di sotto delle corde vocali, dovrebbe essere immediatamente intubato. Non esiste un consenso comune sul comportamento da tenere in caso di meconio al di sotto delle corde vocali, se il neonato non è depresso. Dato che il rischio di lesione alle corde in questi casi è elevato, l'intubazione è comunque sconsigliata dai più. Assistenza ai neonati depressi. Neonati con gradi moderati di depressione (Apgar 4-6) possono essere inizialmente ventilati con l'impiego di una mascherina ad ossigeno. In particolare: se la depressione è lieve (Apgar 5-7) la mascherina può essere tenuta a distanza di 5-10 cm dalla faccia; se la depressione è più marcata (Apgar 3-4) la mascherina deve invece essere a contatto della faccia. Se non si osserva una rapida ripresa dei parametri vitali, è necessario l'intubazione endotracheale; per gradi maggiori di depressione (Apgar 0-3) è raccomandata invece una immediata intubazione endotracheale con ventilazione assistita, e massaggio cardiaco in caso di bradicardia. Se la ventilazione non determina una rapida ripresa, si deve procedere ad incannulamento della vena ombelicale, emogasanalisi e somministrazione di farmaci. Se la madre è stata sottoposta ad analgesia parenterale, dovrebbe essere considerata la somministrazione di naloxone, 0.02 mg/kg i.m. # ' title=' '>
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CONTROLLO DEL BENESSERE FETALE INTRA-PARTUM                                                                                                                                             CONTROLLO DEL BENESSERE FETALE INTRA-PARTUM
clinica, rappresenta un fenomeno probabilmente fisiologico, e richiede solamente un intervento per accelerare l'induzione del travaglio, anche mediante l'utilizzo delle prostaglandine in gel vaginale e/o Ossitocina ev se il punteggio Bishop lo consente (vedi protocollo induzione). Al contrario, il riscontro di meconio denso, poltaceo (grado 3) è un importante fattore di rischio perinatale; oltre a predisporre ad una sindrome da aspirazione di meconio, recenti evidenze suggeriscono che il meconio denso in cavità amniotica possa di per sè alterare l'emodinamica dei vasi del cordone ombelicale e determinare la comparsa di asfissia. E' noto d'altra parte che il meconio denso rappresenta uno dei pochi fattori di rischio attualmente riconosciuti per la comparsa di paralisi cerebrale. E' pertanto opinione comune che questo reperto debba essere considerato alla stregua di un tracciato patologico, e richieda un intervento per l'espletamento del parto. Oltre a questo, gli Operatori dovranno adoperarsi al momento della estrazione del feto per prevenire una sindrome da aspirazione di meconio. Interventi per l'estrazione del feto con tracciato cardiotocografico non rassicurante e/o meconio di grado 3. Il riscontro di un tracciato patologico e/o meconio denso comporta un'elevata probabilità di ipossia/asfissia fetale, e rende consigliabile una di queste due linee di azione: verificare la presenza di acidosi fetale mediante un microprelievo dallo scalpo oppure procedere all'espletamento del parto. Può essere contemplata una manovra per l'estrazione vaginale (forcipe o ventosa) se il feto ha già percorso la maggior parte del canale del parto (stazione + 1 o oltre). Negli altri casi è raccomandabile eseguire taglio cesareo. Molto si discute circa la tempestività con la quale si dovrebbe estrarre un feto probabilmente sofferente. In generale, qualsiasi tracciato patologico dovrebbe essere osservato per 30 minuti (fa eccezione il caso di una bradicardia grave protratta, che richiede un intervento immediato). Una volta posta la diagnosi di tracciato patologico, il personale deve intraprendere una condotta adeguata a rimuovere il feto da un ambiente potenzialmente ostile nel più breve tempo possibile. In generale, si ritiene accettabile un intervallo non superiore a 20 minuti circa dal momento in cui la decisione viene presa all'inizio della procedura per l'estrazione (applicazione di forcipe/ventosa o incisione della cute in caso di taglio cesareo). Dal momento che è ipotizzabile un danno progressivo per il feto nel corso di questo intervallo, ogni sforzo dovrebbe essere compiuto per ridurre al minimo i tempi. # ' title=' '>
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ROTTURA DELLE MEMBRANE PREMATURA DOPO LE 34+0 SETTIMANE DI GESTAZIONE                                                                                                                                             ROTTURA DELLE MEMBRANE PREMATURA DOPO LE 34+0 SETTIMANE DI GESTAZIONE
Diagnosi: Anamnesi – inclusa accurata valutazione dell'epoca gestazionale.Esame obiettivo. Esame mediante speculum sterile e tampone vaginale (per ricerca Streptococco b-emolitico)(se non recente)
a) controllare se fuoriesce liquido dalla cervice
b) eseguire tampone vaginale
CTG: iniziale per 30 minuti.
Se non è in travaglio stabile, trasferire in reparto.
Aspettare 24 ore per l'eventuale insorgenza del travaglio, senza eseguire ulteriori visite vaginali. Se l'attività contrattile uterina diventa regolare o dolorosa per la paziente, trasferire la stessa in Sala Parto.
Monitoraggio in reparto:
Ogni 4 ore – polso materno, temperatura, attività uterina, controllare le perdite mediante l'utilizzo
di un assorbente, riferire immediatamente la comparsa di liquido tinto di meconio. CTG x 3 (ultimo alle ore 22.00) Se tampone negativo, iniziare profilassi antibiotica dopo 18 ore dalla PROM\ Se non compare attività contrattile dopo 24-30 ore considerare:
a) induzione mediante PG se il punteggio Bishop è 8
b) induzione mediante ossitocina se il punteggio Bishop è 9. Le pazienti con PROM che hanno avuto un tampone vaginale positivo per Streptococco B emolitico nelle 5 settimane precedenti la rottura delle membrane o dopo il ricovero; pazienti con precedente bambino affetto da setticemia da Streptococco B emolitico o con Urinocoltura positiva per Streptococco B emolitico in qualsiasi fase della gravidanza devono essere sottoposte a profilassi antibiotica come da protocollo (senza aspettare 18 ore). # ' title=' '>
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